Autopresentazione di  Nella Piantà    Personaggi:  R: Ragione       C: Creatività      Io: io, Nella Piantà

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R - Questa volta sono arrivata in ritardo e non ho rispettato i sogni.

C - Già, hai scoperto l'incisione a 50 anni!

R - Prima non potevo, dovevo guadagnarmi da vivere in un paese dove queste cose non esistevano proprio.

C - È una scusa!

R - Ma stai zitta, tu che pensavi solo ai colori.

C - No! Non è vero! Sono io che ho sentito l'odore degli inchiostri, della carta, del rame in quel vecchio e grande laboratorio.

R - Beh, se è per quello, sono io, invece, che ho ascoltato e ho seguito gli insegnamenti, anche quando tu non eri d'accordo.

C - Sì, ma sono io che sento e valuto il rumore degli strumenti che raschiano il metallo e so quando stai lavorando correttamente.

R - Vedi, stai riconoscendo che quella che lavora sono io!

C - Sì, tu fai, ma la sensibilità è mia, io entro nei soggetti e quando tu fai, io sono dentro alla lastra e ti attiro dentro al nero profondo, io ti guido alla ricerca della luce e ti mostro quello che il soggetto vuole che si veda e quello che vuole nascondere.

R - Sì, si… stai zitta adesso, mi distrai e la mano non ubbidisce.

C - Ma stai zitta tu! Se discuto con te mi allontano, seguo altre strade, altre sensazioni... a proposito, forse mi sta venendo un'idea per il prossimo lavoro...

Io - Silenzio, voi! Lavoriamo! Qui e adesso, finiamo questa lastra poi penseremo alla prossima: non abbiamo tempo da perdere!

 
Ma altri hanno parlato di lei.
 
Marzio Dall'Acqua, presidente della Accademia di Belle arti di Parma, inaugurando la mostra di Nella Piantà alla galleria "IL QUADRATO" di Chieri ha così iniziato la sua esposizione:
 
"Io sono entusiasta delle opere di Nella Piantà perché probabilmente è arrivata ad essere la più importante artista italiana che lavora con la maniera nera..." 
 
Questa affermazione presenta in modo compiuto l'artista. Nella Piantà, dopo un inizio come pittrice con il Maestro d'Arte Farinoni di Varallo, scopre, frequentando la scuola libera di nudo dell'Accademia Albertina di Torino, la calcografia che diventerà, in breve tempo, la sua forma di espressione artistica predominante.
 
Inizia con acqueforti, acquetinte e ceremolli; si cimenta con la puntasecca ma la folgorazione avviene con la scoperta della maniera nera, un'antica tecnica incisoria diretta che non necessita dell'uso di acidi.
 
La frequentazione assidua, anche se per un breve periodo, del laboratorio di Alberto Rocco, la proiettano definitivamente nel mondo incantato della stampa su velluto.
 
 

 

Ed eccola al lavoro in laboratorio, ad Ivrea.
Ed è così, con giorni e mesi a preparare la lastra con il berceau, fino ad ottenere una superficie completamente nera, di velluto appunto.
E poi ad insistere, con l'uso paziente di raschietti e brunitoi, nella eliminazione o nello schiacciamento delle barbe, sino a domare la lastra di rame e trasformarla in matrice.
Nascono così queste opere dove il nero di fondo lascia spazi alla luce che, più che vedersi, si intravede e crea effetti sorprendenti.

 

Più avanti il Prof. Dall'Acqua dirà anche

"...credo che la tecnica della maniera nera, senza far torto a chi utilizza altre tecniche, sia una delle più difficili, più complesse, più gravate di un suo peso artigianale che spesso, nella lunghezza, nella lentezza, nell'operosità, spesa giorno per giorno per la preparazione della lastra...".

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Nella crea, incide e stampa personalmente le sue opere nel laboratorio di Ivrea.
Ed eccole quindi queste opere di cui potete avere un breve escursus nella sezione dedicata alla maniera nera.